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Auto elettriche - Storia e prospettive dei veicoli elettrici

Aggiornato il: 12 nov 2019

L’automobile elettrica muove i primi passi nel mercato, mentre sui social ha già conquistato da tempo una supremazia nei dibattiti. Scienziati e analisti ipotizzano scenari senza marmitte. Il futuro dei trasporti è pulito, economico, silenzioso. In una parola: elettrico.




Eppure, la maggior parte delle persone, imbottigliate del traffico o osservando i listini delle vetture elettriche si domanda come sarà possibile. Oggi ripercorriamo la storia delle vetture elettriche e proviamo a fornire qualche elemento chiarificatore.


AUTO ELETTRICA E LA SUA STORIA

È poco noto che l'automobile elettrica, alimentata a batteria, è stata tra i primi tipi di vettura con motore a essere inventata e posta in commercio. Le sue origini sono anteriori 1840. Fu il professore Stratingh, olandese, a progettare una piccola vettura elettrica.


Le batterie che fornivano l’alimentazione alle vetture, migliorarono progressivamente fino alla fine del 1890, consentendo una maggior diffusione delle auto elettriche. Lo sviluppo ingegneristico consentì di raggiungere molti prestigiosi record, il più famoso fu il record di velocità: un auto elettrica a forma di razzo infranse la barriera dei 100 km/h il 29 aprile del 1899.


Nel 1900 i motori inquinanti a combustione interna non avevano ancora il dominio del mercato, anzi, spesso soffrivano la concorrenza dei motori alimentati elettricamente. Tuttavia, allora più di oggi, esistevano due ordini di problema: i limiti tecnologici e costi delle batterie. Non riuscire a controllare la carica, la difficoltà di rifornimento elettrico, l’assenza di un vero controllo della trazione, furono motivi sufficienti per decretare l’inizio del tramonto.


Per qualche anno ancora, i veicoli elettrici sopravvissero come “auto da città”, semplici da utilizzare e con poca manutenzione. Poi il progetto elettrico divenne di nicchia con pochissime vetture prodotte a livello mondiale.


Bisogna attendere lo sviluppo delle batterie per ritrovare un nuovo impulso allo sviluppo dell’auto elettrica. Computer, telefonia mobile, schermi grandi e luminosi, spingono la ricerca a innovare la tecnologia delle batterie, soprattutto di lunga durata. Gli ingegneri hanno potuto disporre di nuova tecnologia e di batterie basate sul litio potenti e di lunga durata.



AUTO ELETTRICHE E TESLA

E così, per cent’anni l’auto elettrica perde di interesse e nonostante qualche timido colpo di coda, ritrova notorietà solo con l’avvento di Tesla. In California, la società viene fondata il 1º luglio 2003 e riceve un impulso fortissimo quando nel 2004 Elon Musk entra a far parte della società come investitore principale.





Nel 2008 viene commercializzata la Tesla Roadster, un'auto completamente elettrica, e assembrata con un largo utilizzo della Lotus Elise. La Roadster è un primo successo per Tesla: grazie alla linea accattivante, il posizionamento marketing e 340 km di autonomia, vende 2250 auto nel mondo.


La svolta però avviene con le consegne nel 2012 della Model S, la prima berlina completamente elettrica, e successivamente con la Model X, il SUV. Infine, nel 2016 ecco arrivare la Model 3. Tesla riceve oltre 300.000 prenotazioni in una settimana, nel 2018 circolano 500.000 vetture Testa nel mondo. Il mercato si è aperto e la concorrenza reagisce.


L’AUTO ELETTRICA ALLO STATO ATTUALE

Quattro sono gli le aree principali di sviluppo degli ingegneri:


1. Le batterie - Il progresso tecnologico ha portato grandi vantaggi migliorando l’elemento più sensibile della vettura elettrica. Il parco di vetture elettriche ha un’autonomia media di 200-400 km, ma nel 2019 Tesla ha affermato di avere pronta una maxi batteria da 100kWh in grado di raggiungere 600 km di autonomia.


2. Ricariche - Le auto elettriche devono essere rifornite di energia attraverso due possibili tecniche: ricarica o sostituzione pacco batterie. Un rifornimento di carburante (benzina o diesel) impegna l’autista per pochi minuti, mentre la ricarica è decisamente più lunga. Si passa dai 30 minuti di Tesla alle 8 ore della Nissan LEAF. E inoltre bisogna considerare la disponibilità domestica di allaccio.


3. Colonnine di ricarica – Esistono due tecnologie principali, ma il problema vero è la disponibilità e la collocazione.


4. Sostituzione delle batterie – Invece che ricaricare per un lungo periodo, l’idea è quella di fare una sosta rapida, sostituire le batterie scariche con batterie cariche. È un'alternativa molto interessante, ma al momento il costo dell’investimento è troppo alto. Forse un giorno, con un parco auto diffuso e degli standard che accomunano le case produttrici, il progetto potrebbe prendere piede. Da capire.


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IMPATTO AMBIENTALE COMPLESSIVO

La valutazione dell’impatto ambientale deve essere realizzato verificando e confrontando l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla produzione allo smaltimento finale, passando per la fase di utilizzo. Di solito ci si concentra sulla fase di utilizzo, ovvero sul fatto che i veicoli elettrici non inquinano durante la marcia, ma la verità non è così semplice.

In primo luogo, bisogna valutare l'inquinamento per la produzione delle batterie e per il loro smaltimento quando esauste. Esistono molti tipi di batteria per affermare quali siano i differenti impatti ambientali, ma di certo è l’elemento più inquinante dell’automobile elettrico.


Le prime batterie erano molto inquinanti, per la presenza di nichel e di cadmio. Oggi, il problema non si pone perché i composti sono stati limitati o addirittura proibiti. Purtroppo però l'inquinamento dovuto alla produzione delle batterie di ioni di litio è elevato: una batteria per autotrazione necessita di 15-20 tonnellate di anidride carbonica. Una vettura a benzina produce questa massa di anidride carbonica in circa 16.000 chilometri.





Un altro vantaggio si ottiene confrontando energia elettrica e carburanti tradizionali. La produzione di energia elettrica, il suo trasporto e lo stoccaggio e il consumo finale per autotrazione è pesa meno sull’ambiente dell'uso di carburanti tradizionali.


I confronti non sono semplici: bisogna considerare lo stile di guida, le situazioni di traffico, le lunghezze percorse, la struttura del suolo. E pesa sempre lo smaltimento. Questo è uno dei motivi che ha portato fortuna ai veicoli ibridi misti, che consentono una trazione elettrica nel traffico e a carburante tradizionale sulle percorrenze lunghe e veloci.


DIFFUSIONE

La diffusione dei veicoli elettrici è ancora marginale rispetto a quelli che utilizzano i benzina o diesel come carburante. Il paese che ne possiede di più è la Norvegia (23%) che ha incentivato l’acquisto delle vetture elettriche e tassato pesantemente i mezzi a benzina.


Segue l’Olanda con il 10% e poi Svezia, Danimarca, Francia, Cina e Gran Bretagna. In Italia circolano circa 12 mila vetture elettriche e altre 10 mila ibride. La diffusione non raggiunge 1% dell’intero parco automobilistico, ma un rapporto della Business School del Politecnico di Milano afferma che nel 2020 saranno tra 70 mila e 130 mila.





OGGI IN ITALIA

CLASSIFICA VENDITE AUTO ELETTRICHE MERCATO GENNAIO-AGOSTO 2019

POS. MARCA MODELLO IMMATRICOLAZIONI


1. Renault Zoe ........................1.657

2. Tesla Model 3 .....................1.164

3. Smart ForTwo .....................1.036

4. Nissan Leaf ............................787

5. Smart ForFour .......................382

6. BMW i3 ..................................287

7. Hyundai Kona ........................275

8. Tesla Model S ........................193

9. Tesla Model-X ........................149

10. Jaguar I-Pace .......................137


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