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Friday for future - Ambientalismo alla riscossa

Aggiornato il: mar 19

Fino al 2018 i temi sull’ambiente erano discussi senza una grandissima enfasi e, soprattutto, senza una massiccia presa di posizione popolare. Raramente i giornali hanno dedicato la prima pagina all’effetto serra, alle ondate di calore, allo scioglimento dei ghiacci, all’effetto sugli animali. In Italia - meno all’estero - i temi ambientali sono stati catalogati come argomenti di secondo piano rispetto alla sicurezza, al lavoro, all’economia.





E quindi, la sensibilità dell’opinione pubblica è rimasta sempre piuttosto tiepida, interessata ad altri avvenimenti. Complice di questo torpore l’assenza politica di un partito che spingesse sui temi ambientali. Poi, improvvisamente, a novembre 2018, tutto è cambiato.


COS’È IL FRIDAY FOR FUTURE

La storia del Venerdì per il futuro inizia in Svezia, la nazione natale di Greta Thunberg. Oggi Friday for Future è il nome del movimento studentesco internazionale che manifesta affinché i governi prendano provvedimenti per prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. I social network hanno aiutato il movimento Friday for future a diffondersi e nel tempo altri hashtag si sono aggiunti: Global Strike 4 Future, Youth for Climate o Youth Strike 4 Climate, e molti altri ancora.


Quindi, il Friday for future è è un movimento internazionale di protesta. Studenti di tutte le età che convergono su una sola idea: non frequentare le lezioni in aula per andare in piazza a manifestare il loro disaccordo per le politiche energetiche, ma soprattutto per rivendicare il diritto ad avere un futuro sereno, non ipotecato dalle disattenzioni e dagli abusi ecologici delle attuali generazioni.


Friday for future è anche – o forse soprattutto - un confronto intergenerazionale, un momento i giovani si confrontano con una politica interessata ad equilibri economici delicati e insensibile a temi ambientali concreti. In senso più esteso è il confronto tra chi ha il potere di voto e chi non lo ha.


IL NESSO TRA FRIDAY FOR FUTURE E GRETA THUNBERG

La nascita del movimento Friday for future è direttamente collegato alle attivismo di Greta Thunberg. Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg nasce nella capitale svedese, Stoccolma, il 3 gennaio 2003. È la figlia della cantante d'opera Malena Ernman e dell'attore Svante Thunberg. Le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger a circa 13 anni.


Nell’estate del 2018 Greta Thunberg, rimase molto colpita delle eccezionali ondate di calore e degli incendi boschivi senza precedenti che hanno colpito il suo paese durante l'estate. Chi scrive quest’articolo, quell’estate era in vacanza in Svezia e può testimoniare il disagio della popolazione dinanzi all’ondata di calore.


L’anomalia era tale che molti svedesi furono colti alla sprovvista. È nitido il ricordo delle metropolitane surriscaldate, delle guarnizioni dei serramenti a triplo vetro incollate, dell’assenza di climatizzatori e anche di semplici ventilatori nei negozi, rendendo gli ambienti difficili da vivere. Stoccolma lanciò un appello all'Ue per fronteggiare l'eccezionale situazione di alto rischio incendi nel Paese e la stessa Italia rispose inviando due Canadair.


A fronte delle ondate di calore, il 20 agosto 2018 Greta Thunberg decide di sospendere la sua frequenza scolastica fino alle elezioni legislative del 9 settembre 2018. Nelle ore dello sciopero manifesta contro il governo svedese, affinché si adeguasse agli accordi di Parigi sul cambiamento climatico, riducendo le emissioni di anidride carbonica.





La manifestazione di Greta Thunberg si svolge con un sit-in dinanzi al parlamento di Stoccolma, il Riksdag, ogni giorno. Il suo slogan era un cartello con su scritto Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima).


La posizione della quindicenne inizia ad attirare l’attenzione di molti concittadini e i social divulgano l’azione. A settembre Greta Thunberg, indipendentemente da quello che sarà il risultato delle elezioni politiche, annuncia che avrebbe continuato a manifestare ogni venerdì fino a quando la Svezia non si fosse allineata con l'accordo di Parigi.


A questo punto attira e ispira gli studenti della nazione e delle scuole di tutto il mondo e incominciano gli scioperi internazionali.


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FRIDAY FOR FUTURE NEL MONDO

Alla fine dell’estate 2018 Greta Thunberg è divenuta fonte ispiratrice per gli studenti nel mondo, avviando una stagione di scioperi scolastici che parte alla fine dell’autunno 2018. Wikipedia ripercorre l’espansione del movimento e della protesta: “In Australia migliaia di studenti delle scuole di Brisbane, Melbourne ed altre città, seguendo l'esempio di Greta Thunberg, manifestarono il venerdì, ignorando la richiesta del Primo Ministro Scott Morrison, il quale aveva detto al Parlamento di volere "più apprendimento nelle scuole e meno attivismo".


A dicembre gli scioperi studenteschi sono proseguiti in almeno 270 città di paesi come Australia, Austria, Belgio, Italia, Canada, Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Danimarca, Giappone, Svizzera, Regno Unito e gli Stati Uniti.


Il 15 marzo 2019 in moltissime città nel mondo c'è stata una manifestazione pacifica che ha coinvolto oltre un milione di giovani che hanno marciato per protestare contro l'indifferenza dei governi riguardo alla crisi climatica. Tra queste New York, Bruxelles, Sydney, Barcellona, Berlino, Parigi, Mosca e oltre 100 città italiane.


A Milano erano presenti 100.000 persone, è stata la città con il maggior numero di partecipanti allo sciopero del 15 marzo. Il 24 maggio 2019 ci sono state manifestazioni in 1.664 città in almeno 125 paesi.


Un nuovo sciopero è stato indetto per il 27 settembre 2019, con l'intento di espandersi al di là della partecipazione giovanile, coinvolgendo in particolar modo i lavoratori, e che è stato preceduto da una settimana di azione globale a partire dal 20 settembre 2019 (la cosiddetta Climate Action Week). A questo terzo sciopero globale in Italia hanno partecipato circa un milione di persone in 180 città diverse.


Il numero totale di persone che sono scese in piazza in tutto il mondo nelle due date principali della Climate Action Week, il 20/9/2019 e il 27/09/2019, ammonta a circa 7.6 milioni di persone. L'Italia si classifica quindi come uno dei 3 paesi con la più alta partecipazione.






FRIDAY FOR FUTURE E ASPETTI SOCIAL

È evidente che i social abbiano giocato un ruolo fondamentale nell’espansione del movimento studentesco e nella diffusione dei temi ambientalisti. Questo consente di avere qualche ulteriore parametro di valutazione di quello che sta accadendo.


Un articolo apparso su Agi.it evidenzia i numeri di twitter sviluppati intorno alla manifestazione di settembre: nella sola mattinata sono stati pubblicati oltre 12 mila contenuti, 37 mila condivisioni e 3500 hashtag. Un numero che gli addetti ai lavori considerano impressionante al cui confronto spariscono i temi di attualità classica (immigrazione, politica, sucurezza, tasse).



FRIDAY FOR FUTURE E COINVOLGIMENTO

Le Nazioni Unite hanno redatto un rapporto nel quale si evidenziano le ondate di calore, le estinzioni di specie e la destabilizzazione delle calotte polari, fonte di aumento a lungo termine degli oceani.


"Ogni piccolo aumento del riscaldamento, aumenta il rischio di cambiamenti profondi e irreversibili, come la perdita di alcuni ecosistemi", afferma Hans-Otto Pörtner, co-presidente. L’allarme è chiaro: se l’umanità non limiterà l’aumento della temperatura a +1,5 gradi si aggraveranno i rischi di siccità, inondazioni, calore estremo e migrazioni climatiche.


Ma per limitare il riscaldamento globale bisogna investire miliardi di euro a livello mondiale ogni anno fino al 2015. Molti governi che vivono l’urgenza di rispondere alle richieste dell’elettorato attuale (adulto, talvolta anziano) non vogliono dare la priorità a uno sconosciuto elettorato futuro (scolari e studenti) e alle loro preoccupazioni ambientaliste.


E dunque, ben venga il movimento Friday for future, e grazie per aver sollevato un tema che lobby e interessi economici avrebbero cercato di mantenere in ombra. Infatti l’interesse che genera l’argomento è davvero altissimo e, indipendentemente dalle opinioni su Greta Thunberg, è un bene poiché le problematiche climatiche sono reali.




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