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I post di RisPets

Animali domestici e non, quali sono i diritti presenti nella nostra Costituzione?

Facciamo un punto sul rapporto tra Costituzione e animali. Cerchiamo di capire dove siamo noi e dove sono le altre nazioni, poi tiriamo le somme.




SITUAZIONE AMBIENTALE E POLITICA


Partiamo da un fatto: le comunità mondiali non riescono a impostare una politica di salvaguardia ambientale efficace.


Queste comunità possono avere dimensioni differenti, dalla nazione, al sempice ente, dalla rappresentanza parlamentare o al movimento attivista; tuttavia il risultato è simile: oltre le parole, tante parole, c'è poca sostanza. Quasi nulla.


Capita dunque che di essere sottoposti a un molteplici informazioni contraddittorie. In un articolo scopriamo che Trump si rafforza anche grazie al negazionismo dei problemi climatici, in un altro leggiamo di Greta Thunberg che richiama all’azione per salvare il futuro dei ragazzi.


I gruppi di economisti e di scienziati si sforzano di motivare perché sia folle dare spazio al benessere animale, e dall’altra parte i social network sono inondati di immagini strazianti, con cuccioli sanguinati e foreste in fiamme.


E i post delle ONG dove si evocano scenari apocalittici, estinzioni della specie e inondazioni di plastica, si ripetono a ritmo incessante. Se qualcuno avesse qualche nozione base di Comunicazione o di Marketing comprenderebbe perchè queste campagne non ci stanno portando da nessuna parte. Dedicherò un articolo a questo tema, ma ora proseguiamo.


Ovviamente, queste notizie sono cicliche. La loro diffusione e intensità dipende direttamente da quali sono le altre priorità. Un atto terroristico, un virus e tanvolta anche un semplice scandalo sono in grado di riportare nell'oblio i temi ambientali e di difesa animale. Insomma, è evidente che una assenza di coesione e coscienza civile conduca a un'atteggiamento di bassa attenzione.



IL PARLAMENTO EUROPEO E IL BENESSERE ANIMALE


In questa Babele, di tanto in tanto, il Parlamento europeo promuove qualche regola o qualche raccomandazione anche rispetto ai temi dell’ambiente e degli animali.


È capitato a febbraio dell'altro anno quando è stata chiesto maggior rigore per le condizioni di trasporto di animali. Prima era stata la volta dei polli e prima ancora degli rapporto tra animali e sperimentazioni scientifiche.


È stato fatto altro? Sì, tra il poco e il pochissimo. Timidi, timidissimi passi, nessuno dei quali promossi dall'Italia.





LA POLITICA ITALIANA E L'AMBIENTE, LA NATURA, GLI ANIMALI


E l’Italia? Possiamo affermare senza temere di essere smentiti che non è pervenuta. Sì, è vero, anche in Italia alcuni studenti hanno sfilato, e ci sono stati i gazebo delle associazioni, e i soliti social si sono riempiti di hashtag e foto, ma politicamente, la grande l’onda verde europea che ha conquistato 74 seggi a Bruxelles, nel Bel Paese non si è proprio vista.


I nostri concittadini sono molto più preoccupati del futuro immediato che di quello prospettato a dieci o vent’anni.



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Sarà brutto da dire ma i temi inerenti il fisco, il lavoro, le pensioni o la sicurezza, pesano molto di più di cambiamenti climatici, rispetto dell’ambiente e benessere animale. Ovvio? Se si usa lo stesso piatto per misurare i due argomenti, sì, ma è qui che risiede il grande errore e parleremo in altro post.



IN ITALIA GLI ANIMALI SONO DELLE COSE, OGGETTI, AL PARI DI UNO STRACCIO O DI UN MESTOLO.


Continuando sull’analisi ci rendiamo conto che mentre in Francia e in Germania i Verdi diventano partiti di spicco, in Italia racimolano poco più del 2%.


E dunque, in un paese che non ritiene il proprio ambiente una priorità, come si può immaginare che esista la volontà di inserire il rispetto per gli animali nella Costituzione? Impossibile.


Lo sa bene Michela Vittoria Brambilla, una dei pochi onorevoli che si batte da anni per i diritti degli animali. Aveva tentato, nella scorsa legislatura, di far riconoscere la soggettività degli animali, ovvero riconoscerne lo status di “esseri senzienti” e, come tali, soggetti portatori di diritti. Non è riuscita.


A oggi, per il nostro codice, gli animali sono delle cose, oggetti, al pari di un straccio o di un secchio. Quindi è il piano di riferimento che è sbagliato.



INTRODURRE IN COSTITUZIONE IL RICONOSCIMENTO DEGLI ANIMALI COME SOGGETTI.


Ora l’on. Brambilla ci ritenta. L’idea è di modificare quel codice del ’42 e introdurre in costituzione il riconoscimento degli animali come soggetti.


Per farlo propone d’intervenire con la modifica di due articoli della carta costituzionale, il 9 e il 117. L’articolo 9 tutela il patrimonio artistico ed archeologico.


«Introducendo queste modifiche nella principale delle nostre leggi – spiega Brambilla - anche gli altri codici dovranno essere adeguati. Facendolo l’Italia si metterebbe al pari di altri Paesi che da questo punto di vista sono culturalmente più avanzati. Senza andare troppo lontano basterebbe guardare agli esempi di Germania, Austria e Svizzera, che già riconoscono la protezione agli animali, e copiarli».


Sarebbe una grande conquista civile per l’Italia che renderebbe ufficiale ciò che ovvio: gli animali sono esseri senzienti, non sono oggetti, provano piacere e dolore. Riuscirà l’on. Brambilla in tale impresa? Glielo auguriamo di cuore, ma temiamo di no.



SIAMO PESSIMISTI PERCHÈ L'ITALIA NON POSSIEDE UNA COSCIENZA CIVILE SU QUESTO TEMA.


Il motivo è semplice: non esiste in Italia una vera coscienza civile su questo tema. Abbiamo spiegato che ci sono temi più sentiti di altri. Abbiamo anche evidenziato l’assenza di una grande forza politica che integri nei suoi valori fondamentali ambiente, risorse e animali.


C’è il frazionamento degli enti, delle onlus, dei volontari, che grazie al cielo esistono, ma divisi in mille casacche, ognuna con il proprio orticello. Tutti svolgono un lavoro prezioso, enorme, del quale esserne fieri, ma purtroppo non riescono a coagularsi in un vero, grande movimento.


Infine c’è la disinformazione e l’assenza di sensibilità politica.


Un esempio? Attualmente i reati di maltrattamento degli animali e di uccisione di animali senza necessità prevedendo pene fino a 2 anni. Sembra positivo (e in parte lo è) ma attenzione: il Codice non tutela gli animali ma di fatto la pena che provano gli uomini dinanzi alle azioni di offesa nei confronti degli animali.


Sottigliezze? No, affatto. Gli animali restano oggetti e la scappatoia consente in sede processuale di non tutelare abbastanza gli animali senza un proprietario.


SPOSTARE L'ASSE DEL RAGIONAMENTO È LA PRIMA COSA DA FARE.


Per primo, spostare l’asse del ragionamento: l’ambiente deve essere salvaguardato secondo principi che hanno gli stessi valori fondamentali della libertà o dell’uguaglianza.


Ragioniamo per astratto: barattereste la vostra libertà per una consistente detassazione? Sareste disposti a rinunciare ai principi di uguaglianza per una pensione ricca? E allora, perché siamo disposti a rinunciare a quanto di più essenziale per la nostra vita? L’ambiente. Perché predisponiamo un futuro difficile per i nostri figli bruciando foreste? Perché riteniamo che un cane, una mucca, un asino, non soffrano?


Se accettiamo questo sarà più semplice spiegarlo ai nostri figli e aiutarli a costruirsi una coscienza civile, farli crescere nel rispetto della natura e degli animali.


Infine, la tecnica della paura è sbagliata. Tra una paura futura e una paura attuale l’attenzione sarà sempre per l’attuale. Tra la paura della desertificazione tra cinquant’anni e l’attentato di domani, vincerà sempre domani.


Al contrario, dobbiamo evidenziare il progresso e gli aspetti positivi che un ambiente pulito e rispettoso può dare a noi e alle generazioni future.


Spiegare l'intelligenza degli animali senzienti, la loro sensibilità, il loro apporto alla nostra vita. Disegnare visioni progressiste di un futuro che sfrutta l'energia solare, o del vento. Energie pulite e infinite. Questa è la strada.




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