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I post di RisPets

Il leader del Partito Animalista, Cristiano Ceriello, si racconta

Questa settimana ospitiamo una intervista molto importante, concessa a RisPets da Cristiano Ceriello, fondatore e leader del Partito Animalista. Molte domande per comprendere fino in fondo la visione animalista di un partito che nato dal nulla oggi raccoglie oltre centomila consensi.



Cristiano Ceriello, avvocato, è da oltre dieci anni è impegnato nella battaglia animalista. Un impegno costante che ha consentito al Partito Animalista di crescere e di raccogliere molti consensi, e oltre 160mila voti alle ultime Europee 2019. Nell'intervista che segue, Cristiano Ceriello, risponde a venti domande, spaziando dai temi ambientali a consigli di lettura.



Intervista ad Cristiano Ceriello



Racconti la sua storia e come è nato il suo impegno.

Credo che ogni animalista o persona che ad un certo della sua vita decide di impegnarsi, anche nel suo piccolo, per il rispetto dei diritti animalisti abbia una storia persona da raccontare. Chi ad esempio ha visto macellare un animale, chi abbia avuto come migliore amico un animale, chi ha visto un documentario che ha cambiato la vita e così via. Nel mio caso, il mio impegno nasce grazie ad un gatto ed una donna. Chiaramente non li cito in ordine di importanza, ma puramente temporale.


Personalmente provengo da una famiglia (soprattutto dal lato di mia madre) che aveva un certo terrore degli animali, chiaramente avendone rispetto e indignandosi per i maltrattamenti che subivano, ma nella mia casa siamo cresciuto con un certo terrore di cani e gatti. Qualcosa cambia nel 2005 quando in un parcheggio di un grande ipermercato trovi un gattino vicino la mia auto e mentre con la mia compagna pensavamo come aiutarlo, d'improvviso questo salì nella nostra auto, auto-invitandosi a diventare parte della famiglia.


Chi vive con un animale sa come d'improvviso possa cambianre il proprio punto di vista con il mondo, comprendendo una famosa frase di Victor Hugo “guarda negli occhi un cane e prova ad affermare che non ha un'anima”. Chiaramente per me questo concetto non valeva solo per un cane, per un gatto, per il mio gatto, ma si allargava d'improvviso a tutti gli esseri viventi. Di conseguenza fù breve per me diventare animalista, all'epoca subito vegetariano provare ad aiutare come legale chi difendeva gli animali e così via.


Dopo poco scoprì che in Olanda una donna coraggiosa, Marianne Thieme, aveva fondato e portava avanti il progetto politico di un Partito Animalista (il Partij Voor Der Dieren), da lì iniziammo a credere che fosse possibile anche politicamente portare avanti un movimento per la difesa di animali ed ambiente.



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Qual è stata la maggior soddisfazione o il più bel successo che ha ottenuto?

Sicuramente quando oltre 10 anni fa costituimmo un Partito Politico e registrammo lo Statuto, non potevamo non notare la ilarità di chi si accostava a noi e poco comprendeva il senso di un Partito Animalista. Nel 2019, molte di quelle stesse persone ci hanno chiedo del programma e dei fac-simile per capire come poterci votare.


Tanto è passato, con il lavoro di tanti, l'aiuto dei social media, posso dire che a ripensarci sembra un'era geologica fa. Sempre quest'anno me ne sono reso conto rimontando un film documentario che all'epoca aveva prodotto ed in memoria di Pino Caruso (Vegetarian Party) e a pensarci scene e concetti (come l'alimentazione vegan e l'industria degli allevamenti intensivi) che nel 2009 parevano poco comprensibili, ora invece sono comuni, le persone sono più attente e chi l'avrebbe 10 anni fa che in qualsiasi caffetteria si sarebbe trovato il cornetto vegan? Possiamo poi notare come quando invitiamo le Autorità ad intervenire con i botti selvaggi, ordinanze di enti locali che secondo noi sono “contro gli animali”, chiediamo l'intervendo delle forze pubbliche, l'attenzione sia maggiore e anzi, non è infrequente trovare sempre più persone nelle istituzioni “dal cuore animalista”.


Politicamente aver portato sulla scheda elettorale per le Europee 2019 il simbolo del Partito Animalista, è stata una bella soddisfazione in quanto per anni ci veniva detto come sarebbe stato impossibile per l'Italia la presenza di un Partito Animalista nel panorama politico. Il risultato, 0.6% nazionale, con la presenza di soli 12 candidati, badget irrisorio, ma tanto entusiamo e buona volontà, è un puntodi partenza che ci fa sperare come anche in Italia possano riproporsi i successi dell'Olanda e Portogallo, dove un Partito Animalista viaggia tra il 4 e 5%.






Qual è stata la peggior delusione?

Come animalista bisogna essere abituato alle delusioni, ben sapendo che perdere una battaglia non signifca perdere la guerra, anzi. Francamente, se devo essere sincero, le maggiori delusioni vengono quando le polemiche nascono spesso tra noi stessi animalisti, dove ancora c'è molta diffidenza o data la lunghezza del nostro Paese non riesce ad incrociarsi fisicamente, restando scettici gli uni dagli altri. Spero che anche questo cambi presto, dandosi ognuno di noi maggiore credito e fiducia.


Ci consigli un libro e ci spieghi perché.

Di libri ce ne sono tanti come i classici, se così possiamo definirli, quali Liberazione Animale di Peter Singer e La mia vita per i Diritti Animali o Gabbie Vuote di Tom Reagan. Personalmente un primo libro che consiglierei è “Ecocidio” di Jeremy Rifkin che ripercorre anche una interessante riscostruzione storica sulla cultura degli allevamenti e sull'impatto che i nostri consumi hanno sul pianeta. Se pensiamo come sia stato scritto nel 1995 e pubblicato nel 2001, un libro visionario ed attualissimo.


Ha un suggerimento per gli adolescenti?

Gli adolescenti sono il futuro del nostro Pianeta e il loro impegno in Friday for Future, con milioni di ragazzi che occupano le piazze, significa che tanto vogliono impegnarsi. Sarà pur vero che in molte . Il mio consiglio è di non lasciarsi spesso coinvolgere dal pessismo degli aduti che, tanto, così va il mondo.


Ha un consiglio per gli adulti?

Sicuramente quello di essere più coraggiosi e non avere la tentazione di lasciare agli la soluzione di problemi che sono imprenscindibili. Non servono eroi, ma nel nostro piccolo e con il nostro piccolo, pretendendo il rispetto dell'ambiente, della biodiversità, anche raccogliendo a terra una carta lasciata da qualcun altro, possiamo fare nel complesso tanto. Siamo una goccia nel mare, ma il mare è fatto di gocce.


Quando è stata l’ultima volta che avrebbe voluto gridare allo scandalo?

Beh diciamo che per animalista ogni giorno andrebbe gridato uno scandalo, fortunatamente sempre di più a sentire e non girare la faccia.


Se ne avesse il potere, qual è il primo decreto Legge che promuoverebbe?

Ce ne sarebbero molte, ma sicuramente tra le prime ci sarebbe il riconoscimento dello “status giuridico” degli animali quali soggetti e non oggetti, quali esseri senzienti, ciò anche in applicazione dell'art. 13 del Trattato di Lisbona. Comportando di conseguenza anche il riconoscimento dal punto di vista fiscale dei nostri amici nello stato di famiglia ed ai fini degli sgravi erariali quale “soggetti di famiglia” a carico.





Pensa che se il mondo non mangiasse carne sarebbe un posto migliore?

Ad oggi nemmeno chi mangia carne, o non ha per nulla a cuore il benessere animale, puà negare che l'industria della carne sia il maggior fattore di inquinamento per il clima e fonte di preoccupazione alla salute umana.


Dove attinge la motivazione che la spinge ogni giorno ad impegnarsi?

Si arriva ad un punto della vita in cui è giusto dedicare una parte del proprio tempo in quello che si crede e ritiene giusto. E' facile sconfortarsi, come dicevo giorno per giorno noi animalisti siamo abituati a tante sconfitte e delusioni, ma se guardo solo a pochi anni fa, tanto è cambiato, tanto sta cambiando e tanto dobbiamo fare in modo che cambi.


Il rispetto per l’ambiente, la natura e gli animali deve essere insegnato dalla scuola primaria. Utopia o possibilità?

Assolutamente non è una utopia, ma una nuova forma di educazione civica. Spiace che anzi la nuova materia che doveva contenere anche le tematiche ambientali sia slittata, forse, all'anno prossima con l'obbligo nelle scuole. Chiaramente non basta un'ora per parlare di ambiente e animali, ma le nuova generazioni devono capire che ogni gesto quotidiano ha un impatto sull'ambiente e su quello che ci circonda, capire che ci è stato dato un solo pianeta e non ne esiste uno alternativo.


Il luogo più bello del mondo è…

Quello che sogniamo di costruire e a cui dobbiamo lavorare giorno per giorno nella realizzazione.


Che ne pensa della caccia venatoria?

Che un giorno, non molto lontano, verrà abolita.


Sta viaggiando in auto. Sulla corsia opposta nota un automobilista che abbandona un cane sul ciglio della strada e fugge via. Come si comporta?

Purtroppo quell'automobilista non è stato molto fortunato, essendosi imbattuto in un avvocato che si occupa di diritti animali. Chiaramente prendendo il numero di targa, ove possibile, partirebbero subito le dovute telefonate alle autorità, pure se mi rendo conto come spesso sono proprio le autorità ad avere pochi mezzi e possibilità di intervenire prontamente.


Però va detto che le recenti e continue condanne che stanno iniziando nei nostri Tribunali su chi maltratta animali fanno ben sperare. Aumentano le condanne e processi a carico di chi abbandona, maltratta o uccide o animali. Ancora troppo lievi le condanne, è vero. Però sino a qualche anno, pensare a condanne di quasi 2 anni era quasi impensabile, pur considerando come ancora per il nostro codice penale gli animali sono cose, oggetti, e non ancora soggetti giuridici dotati di propria dignità autonoma.







Qual è la sua opinione sull’energia nucleare?

L'energia nucleare non è la soluzione “pulita” (anzi tutt'altro), alla crescente richiesta energetica del nostro pianeta.


Se potesse premiare una persona per l’impegno ecologico a chi consegnerebbe il riconoscimento?

Chiaramente quest'anno Greta Thunberg sarebbe la scelta quasi obbligata, eppure quest'anno poco se ne è parlato in Italia, c'è stato il ritiro dalla politica attiva di Marianne Thieme che continuerà però il suo impegno con conferenze e pubblicazioni. Marianne oltre 15 anni fa, ha avuto una visione che una politica animalista-ecologista dovesse essere necessariamente al centro dell'agenda politica, penso i fatti non le abbiano dato torno.


Mari che si innalzano, ondate di calore, flussi migratori. Come vede il futuro da qui a vent’anni?

Gli scienzati ci danno circa dieci anni per arrivare al punto di non ritorno. Serve agire, il futuro è nelle nostre mani, seppure l'ultima conferenza sul clima di Madrid è stato un vero fallimento e questo ci fa essere ottimisti. Forse siamo la prima generazione che davvero da qui a venti anni ha difficoltà a prevedere in ogni campo (economico, lavorativo, sociale, tecnologico, ambientale) il futuro. Futuro che, va ricordato, resta nelle nostre mani.


Insetti a pranzo. È una moda o una realtà?

Vista in Italia direi una moda che, francamente, mi pare non attecchisca fortunatamente neanche tra i non vegetariani e non vegani.


Gandhi ha detto: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”. Concorda? Quanto siamo civili in Italia?

La frase di Gandhi è uno dei capisaldi dell'animalismo contemporaneo, una frase per l'epoca visionaria e di grande forza morale. In Italia, ci sarebbe tanto da dire, a partire dalla Istituzioni. Diciamo che rispetto anche ad altri Paesi Europei, c'è tanto ancora da fare.


Un ultimo messaggio?

Come dicevo prima, bisogna ricordarsi che per cambiare il mondo e salvare l'ambiente non servono eroi, né dobbiamo pensare di delegare a qualche supereroe il futuro. Noi stessi, nel nostro piccolo, dobbiamo essere piccoli “eroi” nella nostra quotidianietà. La salvezza del Pianeta può arrivare solo dalla moltitudine di una popolazione consapevole che rispetti l'ambiente, orienti le proprie scelte verso consumi green e, personalmente, spero sempre più veg, con la volontà che un giorno si pensi a questa generazione come a quella che ha salvato la Terra, non quella che l'ha distrutta.


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