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I post di RisPets

Con Tessa Gelisio per discutere di animali, natura e ambiente

Abbiamo intervistato Tessa Gelisio, una delle conduttrici tevevisive più amate per parlare di animali, natura e ambiente.




Tessa Gelisio è riconosciuta oltre che per essere una nota conduttrice, anche per le sue attività di blogger e scrittice dalle connotazioni ambientaliste. Nella bella intervista che segue, Tessa ha parlato con noi di RisPets a ruota libera. Abbiamo affrontato tutti gli argomenti che sono cari al nostro blog: animali, natura, visione ecologica, politica ambientale e rapporto ambiente giovani. Non resta che leggere e commentare.


L'intervista a Tessa Gelisio

Ciao Tessa, ci racconti come è nato il tuo impegno?

Ho avuto la fortuna di nascere con dei genitori super sensibili alle tematiche ambientali, degli ambientalisti ante litteram. Sono cresciuta con chi mi faceva vedere le cose che non andavano bene e i problemi ambientali; ho quindi avuto un’educazione di base che mi ha sicuramente aiutato. Ho sempre avuto anche una grande passione per gli animali: fin da piccola ho sempre avuto uno zoo in casa e da lì mi è scattata la voglia anche di fare volontariato. In estate andavo sempre in un parco per la salvaguardia e il ripopolamento di tartarughe e cicogne, un ambiente molto stimolante anche dal punto di vista delle persone, un contesto internazionale, con ricercatori da tutto il mondo. È stata un’esperienza che mi ha forgiato molto. Sono cresciuta ambientalista e poi ho trasformato questa passione in un lavoro. 


Qual'è stata la maggior soddisfazione ricevuta in questo ambito?

Ne ho avute diverse. Di certo le tante persone che, grazie al mio blog, mi hanno detto di essersi avvicinate a uno stile di vita a basso impatto ambientale sono una grande soddisfazione. Ma anche i giovani che mi dicono che sono cresciuti con uno spirito ambientalista guardando le mie trasmissioni di documentaristica. 





Tessa, consigliaci un libro...

Il mio ultimo libro, “Guida ai Green Jobs” di Edizioni Ambiente, terzo volume che realizzo sull’argomento con Marco Gisotti, per aiutare i giovani a scegliere un percorso professionale che abbia un senso, in una nazione con un alto tasso di disoccupazione giovanile e un’altissima difficoltà per le imprese imprese nel trovare alcuni profili personali.


E’ un libro che racconta ai giovani quali sono le competenze minime che bisogna avere, cosa ricercano le imprese, quali sono i trend dei prossimi anni e come green economy e sostenibilità, siano oltre ad essere una delle skills richieste dalle imprese siano anche una grande possibilità  per trovare un’occupazione.

Mettiamo per ipotesi che tu abbia il potere politico tra le mani, quale sarebbe il primo decreto legge che promuoveresti?

Tendenzialmente lavorerei molto sulla fiscalità: premesso il fatto che in Italia le tasse dovrebbero scendere, andrebbero fatte scendere spostando la fiscalità verso prodotti e servizi a maggior impatto ambientale. Andrei a tassare le cose più inquinanti parallelamente in maniera progressiva detassando quelle a minor impatto ambientale.


La fiscalità è un grandissimo modo per spostare i consumi e quindi spostare l’economia verso cose a minor impatto. La rivoluzione verde passa anche attraverso questi mezzi. Ovviamente la carbon tax sarebbe la prima cosa da fare ma non ha senso se fosse solo a livello nazionale, però potrebbe essere davvero la chiave di svolta per una riconversione di tutta la società.




A proposito di impatto, oggi si parla molto di carne e allevamenti intensivi. Secondo te, se non si mangiasse carne, il mondo sarebbe un posto migliore?

Sicuramente si: l’impatto generale dell’industria agroalimentare è quello che inquina di più a livello mondiale. Gli allevamenti intensivi hanno un grande impatto. Conosco bene l’Amazzonia e purtroppo la prima causa di deforestazione è o la coltivazione di soia ogm per gli allevamenti o proprio il disboscamento per creare allevamenti.


Sarebbe quindi decisamente un posto migliore ma questo non vuol dire per forza diventare vegetariani: io sono sempre per l’alternativa. Alternativa che si chiama mangiare meno carne e mangiarla proveniente da allevamenti estensivi e biologici che hanno un impatto ambientale decisamente inferiore, costa molto di più ma basta mangiarne meno.


Oltre a ridurre l’impatto ambientale, si garantisce il benessere animale ed è un modo di produrre carne completamente diverso.



Sul blog di RisPets puoi leggere anche: Impatto dell'uomo sull'ecosistema Animali e mezzi di trasporto Disattenzione ecologica: bassa sensibilità o interessi economici? L'estinzione delle api condannerà l'uomo? La plastica: un problema anche in Italia Animali a rischio Ma davvero fa così caldo? Fonti rinnovabili: una grande opportunità Animali senza Leggi La mattanza della moda Ecologia: paura contro speranza Animali e Costituzione Gli animali sono beni di lusso



Tessa, cosa ne pensi della caccia venatoria?

Allora, la caccia dal punto di vista dell’animale è sicuramente meno peggio dell’allevamento, paradossalmente è meglio l’animale che vive come dovrebbe vivere e poi viene ucciso che uno che viene allevato e poi viene ucciso.


Detto questo, trovo che sia una cosa antistorica in Italia, se mi parli delle popolazioni che vivono in Amazzonia ovviamente non posso dire la stessa cosa. Dal punto di vista ecologico potrebbe essere fatta in maniera seria, e a volte lo è. Io non riuscirei mai a uccidere un animale ed è una delle contraddizioni perché mangio carne.


E un argomento complesso un po’ come la pesca: quella che rispetta gli stock ittici, fatta con determinati attrezzi regolamentata va bene, quella indiscriminata no.




L’energia nucleare è oggi demonizzata anche se esistono studi portati avanti da Bill Gates che ha progettato a suo dire un’energia nucleare più sicura e pulita. In generale, che opinione hai di questo?

Non ho letto a quale nucleare si riferisca Bill Gates, ma so che in Italia sta partendo con la sperimentazione di un reattore a fusione fredda. Se si riuscisse a fare un nucleare senza scorie radioattive sarebbe pazzesco. I problemi del nucleare di oggi sono due: le scorie e la sicurezza. Abbiamo avuto due casi significativi di come non sia sicura l'attuale tecnologia nucleare. Quella a combustione fredda sarebbe una gran soluzione.


Cambiamo discorso: insetti a pranzo, moda, realtà o il futuro? 

Io li ho assaggiati e devo dire sono anche buoni. E’ ovviamente una questione culturale. Per noi è strano ma dal punto di vista ambientale sono perfetti. Sono proteine ad alto valore ma a basso impatto ambientale. 


Ogni giorno ci raccontano gli scenari drammatici: mari che si innalzano, ondate di calore, flussi migratori. Qual è la tua visione del futuro da qui a dieci anni?

Più che la mia visione, è la visione che gli scienziati raccontano da 40 anni. Eppure, doveva arrivare Greta per far capire alle persone ciò che gli scienziati stanno urlando disperatamente da decenni. Purtroppo, anche se si smettesse di emettere gas clima alteranti, la temperatura è destinata ad aumentare per molti secoli.


L’obiettivo è rimanere entro i due gradi e per farlo bisogna arrivare quanto prima a zero emissioni e a catturare i gas clima-alteranti che oramai sono in atmosfera. Paradossalmente l’opinione pubblica si è accorta che è necessario ridurre i gas clima alteranti ma non ha ancora capito che non basta. Bisogna catturare quelli che già ci sono in atmosfera.


Non è sufficiente bloccare le emissioni per arrivare quanto prima a una società a zero emissioni. Vedo un gran cambiamento ma anche una grande lentezza nel farlo. Prevedo che la temperatura salirà almeno di due gradi, due gradi e mezzo, spero non tre perché sarebbe una catastrofe, con tutte le conseguenze che oramai sappiamo. 





C’è una cosa che ci colpisce: nonostante tutto il parlare che facciamo, questi temi non sono insegnati a scuola. Cosa pensi?

Purtroppo si, è una materia che sta molto alla sensibilità degli insegnanti. E’ chiaro che ci vorrebbe una materia scolastica che fin da piccoli insegni come funziona il nostro pianeta, come l’uomo sta alterando i principi ecologici e quali sono le buone pratiche per ridurre questo impatto.


Tessa, un ultimo messaggio?

Sono sette miliardi di piccole azioni che fanno la differenza, mettiamocela tutta e l’educazione è davvero l’unica chiave di svolta che abbia.


Grazie Tessa a nome dei tantissimi lettori di Rispets

Grazie a voi.


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